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POLITICA
19 maggio 2006
LA PAROLA AI CANDIDATI: VITTORIO MOCCIA (VERDI)

Proseguono le nostre interviste ai candidati per l'ormai prossima tornata elettorale del 28-29 maggio. Stavolta tocca a un giovane candidato al Consiglio Comunale dei Verdi, Vittorio Moccia.

Il sito di Vittorio Moccia
 

La scelta di candidare Rosa Russo Iervolino da parte del centrosinistra è parsa più finalizzata a salvaguardare gli equilibri interni dell'Unione nostrana che una scelta strategica, qual è la sua idea a riguardo?


Nutro più di qualche perplessità in merito a questo tipo di candidatura, pur considerando la Iervolino una persona moralmente integra. È un dato di fatto che il mondo politico non sia stato in grado di proporre alcuna alternativa di "spessore", che mostrasse un chiaro segnale di attenzione verso la città di Napoli. E d'altra parte è alle porte una occasione irripetibile per Napoli, in quanto grazie ad un Governo centrale, una Regione, una Provincia ed un Comune tutti di centro-sinistra potranno finalmente crearsi sinergie di sicura efficacia.   

Qual è il suo giudizio sui 5 anni della Giunta Iervolino?

Direi che questa giunta è stata caratterizzata da un certo immobilismo e da uno scarso coinvolgimento dei cittadini nella vita pubblica, contrariamente a quanto avvenuto con la prima giunta Bassolino. È per questo motivo che a mio avviso esiste una vera e propria urgenza partecipativa per il presidio delle strutture amministrative da parte di candidati nuovi e giovani, in grado di recuperare quel sensibile distacco venutosi a creare tra l'amministrazione comunale e la società civile.   

La città è attanagliata da alcuni cruciali problemi:
Rifiuti. Come pensa si possa risolvere questa emergenza?

Credo che rincorrere l'emergenza porti solo a generare altre emergenze. Bisogna mettersi in testa che non è ammissibile che la raccolta differenziata a Napoli funzioni solo all'8%. Eppure in centri pilota della Campania, dove questo tipo di raccolta esiste e funziona davvero, si è ottenuta una sensibile riduzione dei rifiuti e dei costi di gestione del servizio di raccolta, con soglie che hanno sfiorato quote del 70-80%. Dunque non è lecito parlare di termovalorizzatori se prima non si è minimamente promossa una seria raccolta differenziata, sia tramite una pervasiva opera di sensibilizzazione dei cittadini (i quali dovrebbero imparare a trattare la città di Napoli come la loro casa), sia con strumenti che rendano più semplice questo tipo di raccolta. In più, voglio dirlo, ho la sensazione che questo gran vociare sul problema della raccolta serva da ombrello protettivo per la grave questione dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici, in appalto alla malavita, che ha trasformato la nostra regione in uno sversatoio nazionale di pericolose sostanze chimiche e radioattive, con effetti disastrosi sull’incremento della percentuale di tumori   tra la popolazione campana.  

Sicurezza. Quali le misure più urgenti da adottare?

Non credo che con una semplice logica di assedio militare della città si possano risolvere certi mali atavici. E' a mio avviso necessaria una politica che traguardi obiettivi di ampio respiro. In questo la scuola ha un ruolo direi essenziale, perché, con l'aiuto delle strutture amministrative, deve promuovere fin dalle elementari lezioni di nonviolenza e legalità. In più, nelle zone ad alta concentrazione di fenomeni di devianza giovanile, vanno sperimentati incontri tra studenti e carcerati, come forte deterrente per ridurre le violenze e la microcriminalità. Infine va favorita la crescita delle opportunità di lavoro, perché disincentivano il flusso verso gli ambiti propri della criminalità locale. Penso ad esempio ad aiuti organizzativi ed economici all'industria turistica, ma anche ad azioni che forniscano il massimo sostegno alla creazione ed alla crescita di poli di insediamento di industria innovativa, favorendo ad esempio gli incubatori d'impresa del mezzogiorno.  

Un altro grave problema è rappresentato dalla condizione delle strade napoletane, per la gran parte dissestate e di conseguenza pericolose per automobilisti, pedoni e motociclisti. Al di là dei continui interventi di rattoppo delle stesse, ulteriore causa di traffico e di danno per i contribuenti, ritiene possibili interventi strutturali risolutivi del problema in maniera sistematica e non solo emergenziale?

Intanto va detto che alcuni bandi di gara emanati dal Comune si sono chiusi senza la presenza di offerte. Questo la dice lunga su quanto la malavita organizzata abbia interessi perfino nel settore della manutenzione stradale. Mi pare in ogni caso opportuno dire che la manutenzione stradale non può più seguire criteri basati sulla eccezionalità e sull'emergenza, che magari diventano normalità in occasione degli eventi elettorali; deve piuttosto adottare logiche di costante monitoraggio e manutenzione dei percorsi stradali urbani, prevedendo ove necessario quegli interventi strutturali di cui lei parla, evitando però le solite consulenze multi-milionarie.   

Vita giovanile e socialità risultano mortificate dal problema sicurezza, in particolare nel centro storico, che negli anni 90 aveva rappresentato il cuore pulsante di entusiasmi di migliaia di giovani napoletani. Come riqualificarlo?

È necessario prevenire i fenomeni di devianza anche e soprattutto attraverso una politica di riqualificazione che parta da un intervento di riappropriazione e presidio civile e culturale dei quartieri degradati della città. Va per questo motivo considerato un valore irrinunciabile per la città di Napoli il contributo civile fornito dalle associazioni culturali e di volontariato, impegnate sui temi della solidarietà, della lotta alle mafie, della difesa dei diritti degli animali, della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale napoletano. Questo significa che il Comune di Napoli deve impegnarsi in iniziative che promuovano e sostengano fattivamente, con patrocinio e supporto logistico ed economico, tali associazioni. Quando la cultura e la società sono in fermento, non c'è malavita che tenga.  

Sarebbe favorevole all'istituzione di un'Agenzia comunale per le tossicodipendenze, sul modello di quella del Comune di Roma, per la prevenzione dell'emarginazione e del disadattamento sociale e per il reinserimento nel tessuto sociale dei soggetti tossicodipendenti?

Si, anche perché al momento le carceri napoletane sono uno strumento per generare tossicodipendenze e devianze, non per limitarle. Una agenzia del genere dovrebbe far ovviamente ampio ricorso alle prestigiose strutture di psicoterapia già presenti sul nostro territorio, e potrebbe costituire da un lato uno strumento di recupero dell'emarginazione, dall'altro una opportunità di lavoro per giovani laureati in sociologia e psicologia.  

Sarebbe favorevole all'istituzione del Registro Comunale delle Unioni Civili?

Certamente! Ritengo che anche su questi temi sia stata portata avanti, a livello nazionale, una polemica strumentale e propagandistica, semplificando il problema delle unioni in quello dei matrimoni gay. In realtà ci sono tantissime coppie di persone che decidono di condividere i loro percorsi di vita, per compagnia, per aiuto, per sostegno psicologico, per non passare la propria vecchiaia in solitudine: tali coppie necessitano del giusto riconoscimento che le tuteli e non mortifichi la loro già difficile esistenza.  

Si ritiene d'accordo con il Piano regolatore di recente approvato?

Si tratta senza dubbio di uno strumento articolato, dalla lunga gestazione, che pone fine ad un periodo ancora più lungo di immobilismo (e conseguente spazio per illeciti). Nel riconoscere la quantità e qualità del lavoro svolto (penso anche al piano integrato dei trasporti), rimane una sensazione di sbilanciamento: l’attenzione è focalizzata verso centro storico della città, area industriale orientale e area occidentale, a dispetto degli aspetti di recupero urbanistico delle periferie degradate. Mi sembra poi che risultino poco incisive le strategie di valorizzazione di alcuni polmoni verdi della città, come ad esempio il Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, che rappresenta una ricchezza indiscutibile di specie floristiche e faunistiche. Infine è necessario accelerare la fase di riqualificazione della zona occidentale, completando la bonifica dell’area di Bagnoli e predisponendo i piani esecutivi. Al riguardo, il ripristino degli aspetti naturalistici della linea di costa e la realizzazione del grande Parco Urbano costituiscono priorità irrinunciabili.  

Qual è la  sua idea strategica su cui pensa si possa fondare lo sviluppo economico/urbanistico di Napoli?

Va assolutamente colta l'opportunità dell'Alta Velocità per il Sud Italia, correggendone opportunamente i piani di sviluppo progettuale per l'area napoletana: sono infatti indispensabili quelle logiche di integrazione sistemica fino ad ora mancate, realizzandole tramite l'incardinamento dell'AV alla rete di trasporto pubblico metropolitano e alle grandi infrastrutture dell'area (porto, scalo merci/interporto, nuovo aereoporto). In tal modo Napoli avrebbe le potenzialità per qualificarsi come polo di eccellenza economica sia commerciale che industriale, in un quadro di sviluppo integrato, supportato da adeguate infrastrutture di servizi di trasporto che salvaguardino ambiente e territorio. Va bloccata con forza la tendenza alla deindustrializzazione selvaggia degli ultimi anni, che ha colpito duramente la città, declassando la qualità dell'industria locale all'ambito dei soli servizi commerciali. Infine va recuperata l'innovazione, tramite la valorizzazione, degli enti dove si produce conoscenza e formazione universitaria, in modo che essa stessa divenga uno dei motori della ripresa economica e del miglioramento della qualità della vita.  

Quali sono le iniziative concrete immediate che intende attuare una volta eletto?

Ricucire da subito il legame tra l’amministrazione e la città, insisto nel dirlo, coinvolgendo associazioni di volontariato,  comitati civici, cittadini impegnati nel sociale, centri dove si produce cultura, poli di ricerca ed innovazione, mondo del lavoro e dell’industria. Assicurare chiarezza e trasparenza, sia nell’assunzione delle responsabilità, sia durante lo svolgimento degli incarichi amministrativi, quale migliore garanzia di buon governo. Sono condizioni necessarie perché la città ritorni ad essere sentita come cosa propria dai suoi cittadini. 




permalink | inviato da il 19/5/2006 alle 15:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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