.
Annunci online

napoliviva
pulsioniVISIONIpensieriNAPOLIeInuoviORIZZONTIdellaPOLITICA
16 giugno 2006
NAPOLIVIVA CAMBIA CASA

Cari amici, sono ormai più di due mesi che abbiamo iniziato questa avventura.
Ebbene, dopo due mesi di impegno, concentrazione e tante belle soddisfazioni, abbiamo deciso di cambiare casa.
Il Cannocchiale, che ringraziamo tantissimo, tecnicamente si è rivelato un po' strettino per le nostre esigenze, in particolar modo per quanto concerne la quantità di codice maneggiabile.
Pertanto abbiamo deciso di traslocare su blogger, il nostro nuovo indirizzo è
http://napoliviva.blogspot.com

A presto, dunque,
e un ringraziamento e un abbraccio a tutti!!

Marco e Lorenzo




permalink | inviato da il 16/6/2006 alle 21:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
16 giugno 2006
SANTANGELO E' IL VICESINDACO

di Monica Scozzafava da il corriere del mezzogiorno di venerdì 16 giugno
Si incontreranno stamattina, con molta probabilità a palazzo San Giacomo. La sindaca Rosa Russo Iervolino e il suo vice, Tino Santangelo, dovranno discutere del nuovo esecutivo. Si confronteranno sulla giunta e, soprattutto, sulle deleghe. Alla luce anche delle indicazioni dei partiti.
Un passo indietro: l’annuncio di affidare al notaio Santangelo la poltrona di vicesindaco, Iervolino, l’aveva fatto ieri mattina. Poco prima di partire per Roma, dove era impegnata in una riunione dell’Anci. « Fra le varie personalità aveva detto la sindaca — che da più parti mi sono state segnalate e tra quelle che ho conosciuto durante questi cinque anni di lavoro, il notaio Santangelo è senz’altro la persona più adatta a ricoprire il delicato incarico di vicesindaco. Per il suo spessore morale e culturale, ma anche per la collaborazione che ha dato ai Forum dai quali è nato il programma che dovremo attuare » . Santangelo, presidente di Bagnolifutura, ieri mattina, era anche lui in partenza. E da Arezzo ringrazia Iervolino per la fiducia: « Accetto con entusiasmo e con spirito di servizio il prestigioso incarico che la sindaca ha voluto darmi.
Con la sua guida, la perfetta sintonia con Regione e Provincia, Napoli potrà vedere finalmente realizzati i progetti avviati in questi anni. A cominciare — e qui Santangelo non nasconde una forte emozione — dalla mia Bagnoli. Che è in piena attività, con una bonifica in corso » .
Fatti gli annunci e i rispettivi ringraziamenti, già dalla prima mattinata, sono piovuti a raffica i commenti — sia politici che della società civile — sulla scelta di Santangelo. Un nome che ha persino messo a tacere i contrasti tra le diverse anime dei Ds, il suo partito.
Lo stesso che due anni fa organizzò in suo onore una manifestazione a Città della Scienza per l’iscrizione al partito. E fu Fassino a consegnargli la tessera. Lui, uomo di grande spessore, resta però al di sopra delle parti. E legittima la scelta della sindaca Iervolino cone scelta assolutamente autonoma. Lui stesso si è definito sia « un tecnico che un politico » . Il primo a telefonargli, l’assesso re uscente Pasquale Losa, poi i complimenti di colui che gli lascia lo scettro, Rocco Papa.
Tra i due dovrebbe esserci una vera propria staffetta: Papa è infatti molto vicino alla presidenza di Bagnolifutura.
Ma quando Tino Santangelo ha cominciato a percepire l’interesse attorno al suo nome? « Da una settimana — ammette con grande lealtà — sentivo voci su questa ipotesi, francamente non mi aspettavo che poi la sindaca Iervolino scegliesse me. Ho continuato a lavorare con grande serenità fino a quando poi non mi è stato comunicato che sarei stato io il vicesindaco di Napoli. Ho accettato senza remore, sono felice di poter contribuire in maniera concreta allo sviluppo di questa città » . Sulla dele ghe che potrebbero essergli affidate, Santangelo, non si sbottona. « Ne dovrò parlare con il sindaco » . A lui potrebbero andare l’Urbanistica e i grandi progetti. Una settimana importante, dunque, per il notaio Santangelo, che sabato scorso si era sposato con Marielva Torino.
Se nominando Santangelo come suo vice, Iervolino, è riuscita a mettere tutti d’accordo — appena una settimana fa, la sindaca aveva comunicato a De Mita un’altra ipotesi: quella di Raffaele Porta, assessore uscente all’Educazione — il problema si apre ora, all’interno dei ds, per la scelta dei sei assessori. Fino a tarda sera si è svolta la direzione della Quercia, a Iervolino una rosa di nomi molto ampia. Due le donne più vicine all’esecutivo: Elisabetta Gambardella e Valeria Valente. Per gli altri quattro ci sono tre assessori uscenti in corsa: Oddati, Porta e Cardillo. Difficile la riconferma di tutti e tre. Oddati e Porta avrebbero qualche chance in più.




permalink | inviato da il 16/6/2006 alle 21:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 giugno 2006
LETTERA DI D'ELIA AL PRESIDENTE DELLA CAMERA E AI DEPUTATI

Pubblichiamo il comunicato dell'associazione Nessuno Tocchi Caino, di cui D'Elia è segretario, e la lettera dello stesso deputato della Rosa Nel Pugno al Presidente della Camera e ai suoi colleghi Deputati (D'Elia, tra l'altro, è stato eletto a Napoli).



COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE "NESSUNO TOCCHI CAINO"


Sergio d'Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino, è oggetto di una campagna di diffamazione e di aggressione politica da parte di alcuni esponenti del centro destra, di alcune associazioni di familiari delle vittime e del sindacato di polizia SAP per la sua elezione a deputato del Rosa nel Pugno e per la sua elezione ad uno dei 16 Segretari di Presidenza della Camera. Questa elezione è avvenuta il 22 maggio con votazione dell'Assemblea a scrutinio segreto.La polemica è stata lanciata da Carlo Giovanardi dieci giorni dopo in coincidenza con la concessione della grazia ad Ovidio Bompressi e con l'annuncio del Ministro della Giustizia Clemente Mastella di voler concedere entro l'anno la grazia ad Adriano Sofri e ad avviare l'iter parlamentare per l'approvazione di un provvedimento di amnistia ed indulto.Riteniamo importante che anche voi conosciate la storia e l'identità del segretario di Nessuno tocchi Caino e per questo vi inviamo la lettera che ha deciso di scrivere al Presidente della Camera e ai suoi colleghi deputati.



LETTERA DI D'ELIA AL PRESIDENTE E AI COLLEGHI DELLA CAMERA


Signor Presidente della Camera, colleghe e colleghi deputati,

A seguito delle dichiarazioni rese il 1° giugno 2006 dall'onorevole Giovanardi su di me e sulla mia storia personale e politica, desidero offrire questo mio contributo di conoscenza, che ritengo utile anche al fine di un più generale dibattito sulla giustizia, la civiltà del diritto e il senso della pena nel nostro ordinamento.Sono stato uno di Prima Linea, trenta anni fa. Accetto che si dica ancora oggi di me: un "terrorista di Prima Linea", mi rifiuto però di credere che qualcuno pensi davvero che sia il termine giusto, vero o esatto per dire, non solo quello che sono io oggi, ma anche quello che sono stato ieri. La mia identità politica e la mia lotta degli anni Settanta possono forse essere approssimate alle idee "libertarie" (il che non vuol dire: nonviolente) di un anarchico dell'Ottocento, non certo assimilate al terrorista suicida e omicida degli anni Duemila.Insieme ai miei compagni, ero cresciuto con l'idea che fosse possibile cambiare il mondo, tutto e subito. Subivamo l'effetto di una sorte di frenesia: dopo i volantinaggi alle 6 di mattina davanti alle fabbriche, le proteste organizzate nella mensa degli studenti, i comitati di lotta nei quartieri popolari, pensavamo che fosse a portata di mano la realizzazione del paradiso in terra. Ritenemmo la lotta armata come mezzo necessario per accelerarne l'avvento o, comunque, verificarne la probabilità. Una sorta di "demone della verifica" ci ha spinto all'azione estrema e irreparabile.
Il fine che giustifica i mezzi a cui molti aderivano culturalmente e filosoficamente, per noi è stata linea di condotta coerente e pratica. Che fosse vero il contrario, cioè che i mezzi prefigurano i fini, per me c'è voluta l'esperienza della lotta armata e del carcere e poi, quand'ero ormai pronto, l'incontro con Marco Pannella. Voglio dire che Marco Pannella c'era già, e da una vita, su quella semplice verità; lui era pronto, non ero pronto io e come me, quelli che lui chiamava i "compagni assassini", che lo avrebbero ri-conosciuto dieci anni dopo.
In quegli anni, i radicali erano gli unici a non considerarci dei mostri e quando Marco Pannella diceva "violenti e nonviolenti sono fratelli" capivamo il senso di quelle parole: violenti e nonviolenti avevano in comune la voglia di cambiare l'esistente, senza cedere all'indifferenza e alla rassegnazione. Noi, violenti, con la forza dell'odio; loro, nonviolenti, con la forza del dialogo e dell'amore.
Nel momento della rinuncia alla violenza come forma di lotta politica era quindi naturale - volendo mantenere il nostro impegno politico e sociale dalla parte dei più deboli e indifesi - che incontrassimo e ri-conoscessimo il partito del diritto e della nonviolenza.
I due anni di lotta armata mi avevano ampiamente dimostrato che la nostra lotta era vana rispetto agli obiettivi che ci eravamo dati e che le ragioni e le speranze di quella lotta erano andate distrutte dai mezzi usati per affermarle. Avevo accettato interiormente la verità della sconfitta, ancor prima della sua evidenza storica e politica. E quindi aspettavo il momento dell'arresto come un epilogo necessario. Giunse in una bella giornata di maggio del '78, e fu una liberazione.
Personalmente non ho mai sparato a nessuno, anche se è stato solo un caso. Sarebbe potuto accadere a me, esattamente, come è successo a molti miei compagni, con cui ho condiviso tutto, di uccidere e/o essere uccisi. In quegli anni, solo una serie di - posso dire col senno di poi - fortunate circostanze mi hanno impedito di diventare un assassino.
Sono stato condannato in base a uno dei postulati della dottrina emergenzialista dell'epoca, per cui il responsabile di un'organizzazione terroristica andava considerato responsabile dei crimini commessi nel territorio in cui operava. Agli occhi dei giudici non valeva il principio costituzionale della responsabilità penale personale ma quello ben più politico del concorso morale. E' agli atti del processo che ero lontano da Firenze al momento del fatto, che non ero stato tra gli ideatori e gli esecutori materiali della tentata evasione dal carcere delle Murate. Ciò nonostante, ero da considerare a tutti gli effetti responsabile dell'omicidio; per l'esattezza, di essere stato a conoscenza del piano di evasione e di non aver fatto nulla per impedirla, l'evasione evidentemente, non l'omicidio, che non era certo l'obiettivo di quell'azione, ma l'esito tragico di un fatto imprevisto. Una logica perversa che in futuro non sarebbe più stata applicata.
Peraltro, durante il dibattimento in aula, avevo sorpreso i miei stessi giudici rivendicando la giustezza del principio del concorso morale come il metodo più adeguato a descrivere le mie responsabilità di dirigente di Prima Linea, le cui azioni mi sono assunto in toto, che le avessi decise o meno, eseguite o meno, sapute o meno. Senza alcun spirito di autodifesa, intendevo evidenziare la contraddizione nella quale poteva cadere - e secondo molti cadde - un tribunale che applicasse in chiave giuridica il principio della responsabilità morale, per non dire chiaramente politica.
Sono stato condannato in primo grado a trenta anni di carcere, poi ridotti in appello a venticinque, infine dimezzati con l'applicazione della legge sulla dissociazione dal terrorismo e altri benefici di legge. Sono uscito dopo aver scontato dodici anni di carcere e, nel 2000, sono stato completamente riabilitato con sentenza del Tribunale di Roma, riabilitazione richiesta dallo stesso procuratore generale e sostenuta anche da decine di lettere di vittime dei miei reati, tra cui quella che mi ha fatto più piacere del capo della Digos di Firenze.
Avevamo sciolto Prima Linea nei primi anni Ottanta e, nell'86, insieme a moltissimi miei compagni di detenzione, mi ero iscritto al Partito radicale e, dopo poche settimane, il giudice di sorveglianza mi aveva concesso il permesso di uscire dal carcere per recarmi al congresso del partito, dove mi accolsero tra gli altri Enzo Tortora e Mimmo Modugno, parlamentari e presidenti del partito stesso. Era gennaio del 1987 e, davanti ai congressisti riuniti all'Ergife, consegnai simbolicamente Prima Linea, me stesso e la mia storia violenta, al partito della nonviolenza. Non si trattò di un bagno purificatore, di una catarsi nella folla del popolo radicale. Fu un vero e proprio evento politico: l'approdo definitivo alla democrazia e alle sue regole di chi la democrazia e le sue regole le aveva così tragicamente violate. Difficilmente un altro partito avrebbe avuto il coraggio di compiere un fatto al tempo stesso così concreto e simbolico.
Nel 1993, con la mia compagna Mariateresa Di Lascia, già deputata radicale e poi autrice del romanzo "Passaggio in ombra", Premio Strega postumo del '95, fondammo Nessuno tocchi Caino, l'associazione radicale che in questi anni ha contribuito a 42 tra abolizioni e moratorie della pena di morte che hanno salvato la vita a migliaia di condannati in varie parti del mondo.
Ora, sono stato eletto deputato della Rosa nel Pugno al Parlamento italiano assumendo un ruolo anche di responsabilità: credo che sia questo un altro fatto politico che può essere letto, non come la vergogna che denuncia il collega Giovanardi, ma - forse, anche - come la parabola felice di una storia, che è storia di cittadinanza democratica e di accoglienza umana e civile di cui, non solo Marco Pannella, ma anche lo Stato italiano può andare fiero... se ha senso l'articolo 27 della nostra Costituzione, se hanno senso le parole lì scritte sulla rieducazione e il reinserimento sociale del condannato.
Se qualcuno, ancora oggi, dopo trenta anni, vuole cristallizzare la mia vita nell'atto criminale di allora (che non ho materialmente commesso) e non tener conto della semplice verità che l'uomo della pena può divenire un uomo diverso da quello del delitto, rischia di non cogliere il senso profondo della giustizia, del carcere e della pena descritto dalla nostra Costituzione.
In uno Stato di diritto, è bene che il luogo del giudizio sia innanzitutto quello dei tribunali e che il tempo della pena sia stabilito secondo legge e Costituzione.Ho pagato con 12 anni di carcere il conto che lo Stato e la legge italiana mi hanno presentato per ciò che ho fatto o non fatto. Non sono il solo a ritenere di aver compiutamente e consapevolmente pagato - in quel periodo per più versi "emergenziale" - anche l'altrimenti non necessario, il "sovrapprezzo" dovuto a leggi, tribunali, procedure e regole, opzioni politiche che si imposero come necessarie, carceri e detenzione speciali. Da libero, mi è accaduto anche di scontare la pena extra-giudiziale e per me pesantissima che il tribunale della vita, il destino, mi ha voluto riservare con la morte di Mariateresa, uccisa a quaranta anni da un male improvviso e incurabile, sicché ho dovuto far fronte al mio impegno morale, civile e umano inizialmente più solo e poi, grazie a tanti anche di voi, colleghe e colleghi, a portarlo avanti fino al punto in cui siamo di una decisione - ormai prossima, credo - della Assemblea Generale delle Nazioni Unite a favore di una moratoria universale delle esecuzioni capitali.
Ora, sono disposto ad accettare anche il giudizio inappellabile di quel severissimo tribunale della storia che è l'opinione pubblica. Quel che non accetto è di rimanere ostaggio perpetuo della memoria, del mio passato e di ciò che ho fatto trenta anni fa.

Signor Presidente della Camera, colleghe e colleghi deputati,
grazie per la attenzione e - ne sono certo - le riflessioni che vorrete dedicare a queste mie considerazioni.

Sergio D'Elia, Deputato della Rosa nel Pugno  




permalink | inviato da il 14/6/2006 alle 23:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
14 giugno 2006
NAPOLI-PRAGA E NAPOLI-BUDAPEST TUTTO L'ANNO!!

Rispondendo alle richieste degli operatori, SkyEurope Airlines ha deciso di estendere anche all'orario invernali alcuni voli estivi, come il Napoli-Budapest e il Napoli-Praga.
La compagnia aerea low cost dell'Europa Centrale ha appena lanciato le vendite per la stagione invernale 2006/07 sulle sue rotte dall'Italia. Sul sito della compagnia è possibile verificare come, dal prossimo inverno, l'aereoporto partenopero sarà collegato direttamente anche con Vienna, Bratislava, Gliwice, Katowice, Kosice e Cracovia.




permalink | inviato da il 14/6/2006 alle 22:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
12 giugno 2006
25 GIUGNO: IN CAMPANIA LA CDL MOBILITA I COMITATI PER IL SI

da La Padania.it 

Una massiccia campagna di mobilitazione popolare per il “Si” al referendum del 25 e 26 giugno. È l’annuncio che il centrodestra fa in Campania dopo aver iniziato la nuova sfida elettorale per cambiare la costituzione italiana.«Un Sì per rinnovare l’Italia» è lo slogan scelto da Alleanza Nazionale che ieri a Napoli ha tenuto una conferenza stampa con i parlamentari Pasquale Viespoli, componente del comitato nazionale per il Sì, Mario Landolfi, coordinatore regionale del partito di Gianfranco Fini, e Marcello Taglialatela, coordinatore cittadino della Destra. È il distacco dalle urne, con la possibile mancata partecipazione al voto, la prima preoccupazione dei leader del centrodestra campano. Per questo motivo Alleanza Nazionale annuncia tre grosse manifestazioni del proprio leader che sarà al nord a Verona, al centro a Roma e nel sud a Palermo per esporre le ragioni della riforma costituzionale voluta dal centrodestra. Inoltre nelle grandi città come Napoli verranno allestiti gazebo in tutte le municipalità per far conoscere ai cittadini punto per punto gli articoli della nuova costituzione voluta dal centrodestra. La battaglia politica della Casa delle Libertà si concentra soprattutto sulla volontà di riformare la carta costituzionale visto che, secondo gli esponenti del centrodestra, dopo le modifiche del titolo V volute dal centrosinistra si sono creati grossi problemi con i continui conflitti di attribuzione dei poteri tra Stato centrale e regioni. Da qui, come spiegano Viespoli, Landolfi e Taglialatela ai giornalisti, la spiegazione ampia ed articolata dei principali punti che costituiscono il cuore della riforma: razionalizzazione delle competenze normative, introduzione dell’elezione diretta del premier, potere legislativo esclusivo alle regioni su specifiche materie, riduzione del numero dei parlamentari, superamento del bicameralismo perfetto, ampliamento delle materie su cui è possibile proporre il referendum abrogativo. Tutti temi caldi su cui la Casa delle Libertà in Campania punta per convincere gli elettori degli effetti positivi che ci saranno con l’entrata in vigore della riforma costituzionale. Sugli stessi temi, d’altronde, si è già sviluppato il dibattito a livello nazionale e così avverrà, con tutta probabilità, anche nelle prossime settimane. La stessa coalizione di centrosinistra, appena uscita vittoriosa dalle urne a Napoli, a cominciare dal suo leader campano, Antonio Bassolino, ha annunciato una forte mobilitazione per convincere gli elettori a votare contro la riforma.La contesa politica referendaria è già molto sentita e combattuta in Campania ed i partiti di tutti gli schieramenti ci tengono a sottolineare che nessuno è andato in vacanza, ma anzi occorre combattere la nuova sfida del 25 e 26 giugno. Anche il coordinatore campano di An Mario Landolfi, non a caso, ha annunciato l’imminente costituzione di un comitato regionale per il Sì che ricalcherà, per iniziative e mobilitazione, quello che già è nato a livello nazionale.La campagna elettorale per il referendum comunque non è entrata nel vivo solo a Napoli. A Salerno, secondo capoluogo provinciale della Campania, Forza Italia ha già fatto sapere di aver costituito il locale Comitato per il Sì. L’iniziativa, proposta a livello nazionale dal presidente della fondazione Liberal, l’onorevole Ferdinando Adornato, è stata promossa nella provincia salernitana dal coordinatore provinciale degli azzurri, l’onorevole Gaetano Fasolino, con il capogruppo alla Provincia Franco Annunziata, il responsabile per il partito unico del centrodestra Vincenzo Inverso e dal coordinatore provinciale dei giovani di FI Luigi de Vivo.

Ps:
aproposito di Referendum... x tutti i -napoletani vivi-: rimanete sintonizzati su queste blog-frequenze, tra poco ci saranno delle nuove a riguardo... (ndNv)




permalink | inviato da il 12/6/2006 alle 1:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
basket
11 giugno 2006
CARPISA NAPOLI BASKET: ALTRO MIRACOLO


da Sportal.it

Era prevedibile. Tutto rimandato a gara 5. La Carpisa Napoli conferma il fattore-campo nella quarta partita della semifinale playoff, supera la Climamio Bologna per 92-82 e strappa la bella, vendicando la beffa di gara 1 in casa dei campioni d'Italia. Con la serie ora sul 2-2, si conoscerà il nome della seconda finalista (già qualificata la Benetton Treviso) solo domenica sera, quando al PalaDozza in 40', a meno di non nuovi fra le due rivali, overtime, non ci saranno più appelli. A costruire il piccolo capolavoro del quintetto di Bucchi, autentica rivelazione di stagione e già a segno in Coppa Italia, venerdì sera in un PalaBarbuto esaurito in ogni ordine di posto, i 24 punti di Lynn Greer e i 18 di Michel Moraindais; nella Fortitudo 25 punti con 8 rimbalzi per Kiwane Garris.


E X STASERA...FORZA CARPISA!!! (ndNv)




permalink | inviato da il 11/6/2006 alle 19:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
9 giugno 2006
ALIMENTAZIONE: RICERCA SUI COMPORTAMENTI DEI BAMBINI DI NAPOLI E MILANO

da Age

L’obesità e i problemi di salute legati a situazioni di eccesso ponderale sono destinati a diventare un’emergenza sociale anche in Italia? L’allarme, rimbalzato da numerosi studi territoriali e autorevolmente avvallato da un report di gennaio 2006 del CNR, secondo cui gli italiani sono, insieme ai greci, i bambini europei più in sovrappeso, induce a guardare con preoccupazione ciò che finisce quotidianamente nel piatto delle ultimissime generazioni. Tutto ciò rende di strettissima attualità il confronto tra i comportamenti alimentari dei bambini in età scolare di Milano e Napoli realizzato dalla Fondazione L. Bonduelle nell’ambito del progetto di ricerca che affianca il percorso ludico-pedagogico “Amici per la tavola: alla scoperta della corretta alimentazione”. Il capoluogo lombardo e quello campano costituiscono le realtà metropolitane più rappresentative rispettivamente del Nord e del Mezzogiorno d’Italia: due contesti oggettivamente diversi e distanti, ma che proprio per questo offrono una valida cartina di tornasole sulle abitudini consolidate e sulle tendenze in ambito alimentare. Lo screening è stato condotto su un campione di 2.200 bambini tra i 6 e i 10 anni frequentanti le scuole elementari milanesi e partenopee. Dalla ricerca emerge che, almeno dalla prospettiva dell’alimentazione dei bambini, le distanze tra Milano e Napoli sembrano assottigliarsi. A Milano i bambini sembrano più disciplinati sulle scelte alimentari, ma alla lunga rischiano di scontare un eccesso di rigidità e di ripetitività che può ostacolare l’acquisizione di certezze su cosa effettivamente piace e cosa no. A Napoli, al contrario, i bambini appaiono più istintuali, ma il rovescio della medaglia è rappresentato da una pericolosa attenuazione o dall’assenza di regole (sì al gusto, no alle regole). Il confronto ha evidenziato un marcato contrasto tra le due città rispetto ai “menù fotocopia”: a differenza di Milano, dove ben il 55% dei bambini più grandi ha affermato di mangiare spesso le stesse cose a pranzo e cena, il 73% dei loro coetanei napoletani sostiene che ci siano differenze tra il menù di mezzogiorno e quello serale. La pasta è il cibo passe partout nelle case di Napoli come in quelle di Milano, seguita a distanza dalla carne. Tuttavia, la pastasciutta dei bimbi milanesi è condita con sughi sbrigativi mentre i condimenti preparati dalle mamme napoletane risultano più elaborati e gustosi. In generale, i genitori milanesi si dimostrano un po’ più attenti alla composizione e alla rotazione dei menù nei confronti dei più piccoli. Tale vigilanza sembra, però, scemare con la crescita dei figli. I risultati dei test effettuati su Napoli confermano ciò che già era emerso dall’analisi su Milano: sia i bambini partenopei sia quelli milanesi hanno in comune l’amore incondizionato per la pizza, che insieme all’altro carboidrato ricco e gustoso per eccellenza, la pasta, raccoglie le preferenze di un bambino su due. Il gusto del pesce ha indubbiamente bisogno di tempo per farsi apprezzare. Infatti, il gruppo dei più piccoli tra i bambini di Napoli e di Milano non ha esitazioni nel mettere in cima alla black list proprio le preparazioni a base di pesce (33% a Napoli e 29% a Milano), seguiti da un altro sapore notoriamente “difficile” da approcciare in tenera età: quello delle verdure. Nel gruppo dei più grandicelli, invece, è possibile notare un maggior livello di sopportazione per le verdure da parte dei napoletani, mentre a Milano il rifiuto verso l’insalata permane fortissimo (63%). Sempre a proposito di verdure e legumi, non si può che accogliere con preoccupazione il fatto che le ultime generazioni, a Milano come a Napoli, palesino una limitatissima conoscenza dei vegetali così come si presentano in natura. Difatti, il 40% dei piccoli non sa riconoscere l’immagine di un carciofo o di un cespo d’insalata, mentre un bambino su cinque ignora che i piselli crescano in un baccello e li confonde con i fagioli. A Milano l’attenzione dei genitori sembra rivolgersi soprattutto alle abitudini alimentari fuori pasto. I bambini del capoluogo lombardo, infatti, appaiono consapevoli del disvalore di “spiluccare” davanti alla TV, così come sanno di dover evitare le bevande gassate o zuccherate e gli snack preconfezionati all’ora della merenda. A Napoli, invece, il quadro è decisamente capovolto. I bimbi napoletani non hanno remore nel consumare merendine a ricreazione, patatine e cioccolato mentre guardano la televisione. Inoltre, i piccoli partenopei si fanno facilmente sedurre dal gusto delle bevande gassate che sono percepite quasi allo stesso modo dell’acqua (40% vs. 44%) come ideale bevanda dissetante. Secondo quanto dichiara la psicologa Nicoletta Travaini, ideatrice e coordinatrice dei test: "La ricerca-confronto fa emergere due modalità diverse nell'educazione alimentare dei piccoli: l'orientamento alle regole dei genitori di Milano e l'orientamento all'istinto dei Napoletani. Il rischio però dei bambini lombardi è di diventare piccoli robot che non sanno più scegliere ciò che amano a tavola; mentre quello dei ragazzini campani è di cedere troppo spesso ai piaceri della gola. L'atteggiamento migliore è una giusta miscela tra i due comportamenti, che insegni ai bimbi la disciplina alimentare anche lontano dai pasti, senza però penalizzare la loro capacità di fidarsi dell'istinto".




permalink | inviato da il 9/6/2006 alle 11:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
8 giugno 2006
OSPEDALE DEL MARE TRA LE STRUTTURE DI SICUREZZA E AUTONOMIA PIU' IMPORTANTI D'EUROPA

Toh, che sopresa, ogni tanto riusciamo persino a incasellare un primato tecnologico...muy bien!! (NdM).

Da Edilone.it

Se ne è parlato nel corso della giornata inaugurale del secondo Congresso mondiale sulle strutture in cemento armato, in corso a Napoli, alla Mostra d’Oltremare, in programma dal 5 al 9 giugno 2006, in presenza di mille esperti rappresentanti di sessanta Paesi. L'Ospedale del Mare, ubicato nella capitale partenopea, sarà la struttura “isolata” più grande d’Europa. Con ciò s'intende una struttura capace di garantire sicurezza rispetto al terremoto e, al contempo, il proprio funzionamento durante lo stesso sisma. Da realizzarsi nel quartiere di Ponticelli, vedrà l'applicazione di tecnologie innovative dell'isolamento sismico. Coinvolti il centro di eccellenza che, proprio a Napoli, si interessa dell'applicazione dei materiale innovativi nelle costruzioni, la sede del consorzio interuniversitario sulla ricerca sismica. Uno dei più grossi problemi della Campania e del bacino del Mediterraneo è proprio quello di avere un grande patrimonio edilizio che non è protetto sismicamente. Durante il congresso sulle strutture in cemento armato vengono presentati alcuni interventi in corso di realizzazione su strutture di grande valore storico. Tra queste anche la Torre delle Nazioni alla Mostra d’Oltremare, dove sarà realizzato un restauro che vedrà l'applicazione di tecnologie avanzate, alcune delle quali usate per la prima volta al mondo.Il Congresso mondiale sulle strutture in cemento armato, aperto il 5 giugno a Napoli, vedrà fino al 9 giugno, protagonisti 1.000 esperti in rappresentanza di sessanta Paesi. In programma per la prima volta in Europa, sembra già avere assegnato un primato: quello che vede la Cina sempre più in avanti in termini di interventi realizzati e, dunque, di investimenti nel settore. La Cina, per la prima volta presente con oltre 50 lavori, è seguita dall'India dove sempre più numerosi sono gli interventi già realizzati o in via di realizzazione. Dopo il debutto di Osaka, in Giappone, e prima della terza edizione che, tra quattro anni, si svolgerà a Washington, è a Napoli che ingegneri, ricercatori, progettisti e imprese faranno il punto su quello che accade nel mondo. Una quattro giorni nel corso della quale esperti si confronteranno su settecento lavori dalla Torre di Pisa alla metropolitana di Delhi.




permalink | inviato da il 8/6/2006 alle 9:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
basket
8 giugno 2006
LA FORTITUDO SCHIACCIA LA CARPISA E SI PORTA SUL 2-1
Dalla Gazzetta.it


BOLOGNA, 7 giugno 2006 - Dopo quattro atti (due di campionato e due di playoff) tirati e coinvolgenti, l'equilibrio tra Climamio e Carpisa si sgretola in gara-3 (83-58). La Fortitudo spazza via la Carpisa, travolta (sotto anche di 38 punti) dal ritmo e la classe dei ragazzi di Repesa, superiori ovunque a cominciare dall'approccio. La Carpisa non entra mai in partita: troppo forte questa Fortitudo trascinata dai suoi golden boys, Mancinelli e Belinelli, entrambi disinvolti, spettacolari, decisivi.
L'onda Fortitudo monta poderosa subito dopo la palla a due, alimentata dal quel clima chiesto da Repesa e Alibegovic alla fine di gara-2. Il Paladozza è un'arena infuocata che sa come stimolare l'orgoglio dei campioni d'Italia. Belinelli trascina i suoi con tre triple, Mancinelli punge in contropiede e Bagaric torna il signore degli anelli. Morale: la Carpisa va in tilt, condizionata anche dai tre falli in attacco e dalle 12 palle perse nel traffico di qualche gomito di troppo. Al 4' è 15-0, al 6' Mancinelli schiaccia subendo fallo il 25-2. Bucchi guarda impietrito il parquet e poi cambia tutto: dentro Hunter, Larranaga, Rocca e Spinelli. Napoli comincia a dare i primi segnali di ripresa, dopo l'imbarcata iniziale, condizionata anche dall'eccessivo nervosismo dei suoi uomini chiave. Sesay si becca con Bagaric (tecnico ad entrambi); Greer manda platealmente a quel paese D'Este e quasi mai troneggia sulla spietata marcatura di Garris.
Repesa decide di riordinare le idee solo quando Napoli arriva a -15 (41-26), poi Mancinelli e Belinelli firmano il +20 (50-30) all'intervallo. Figlio del ritmo indiavolato dei campioni d'Italia. La Carpisa non ha le risorse fisiche e mentali per arginarlo. Valgono dunque i numeri del primo tempo, perché Napoli, al ritorno in campo, ha già la testa a gara4. Per la Carpisa pesano come macigni le 17 palle perse e le 7 triple a 0, che diventano 9 al 25' grazie a Garris e Diawara, mentre Napoli è ancora al palo, tradita dai suoi esterni (a cominciare da Greer), incapaci di reggere il pathos del Paladozza. La Climamio tocca il + 30 (62-32) a metà del terzo quarto, arpionando così il match point da giocarsi venerdì a Napoli. Dove farà caldo. Molto caldo.



permalink | inviato da il 8/6/2006 alle 9:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
POLITICA
7 giugno 2006
GIUNTA IN FIERI: COZZOLINO VERSO LA POLTRONA DI VICESINDACO

Dal Mattino.it

di Luigi Roano

Un’altra giornata di contatti con i partiti dell’Unione per la Iervolino, impegnata a chiudere la partita della giunta nel più breve tempo possibile. Punta a domenica l’ex ministro dell’Interno, non dovesse riuscirci l’ultimo termine che ha posto è mercoledì. Otto giorni per fare la squadra. È decisa la Iervolino che ieri ha lanciato un nuovo messaggio all’Unione sul profilo che dovranno avere molti dei suoi assessori: provenienti dalla società civile e fra loro almeno quattro donne. Su questo non è disposta a fare sconti: «Se non me li daranno i partiti, i nomi li sceglierò io, a questo non rinuncio: e deve essere gente trasparente». Un aut aut rivolto in particolare alle due gambe forti della coalizione, Ds e Margherita, il suo partito. La quadratura del cerchio si potrà avere - tuttavia - solo con l’individuazione del vicesindaco, che andrà sicuramente ai Ds. Le quotazioni di Andrea Cozzolino sono in salita, resiste Riccardo Marone che però non è disposto a dimettersi da parlamentare. La Iervolino dopo il no avuto dalla Quercia su Papa, il vice uscente, punterebbe a valorizzare Nicola Oddati, assessore al Traffico. Tira aria da braccio di ferro e alla fine fra i litiganti potrebbe spuntare un terzo. Già circola il nome di Tino Santangelo dimissionario presidente della Bagnolifutura. L’identikit è quello tracciato dalla Iervolino, esponente della società civile e poi è un diessino doc. In questo caso Oddati rinuncerebbe a fare anche l’assessore. In Consiglio potrebbe fare il capogruppo della Quercia. L’altro big, Massimo Paolucci, punterebbe alla presidenza del Consiglio comunale. Ma il suo vero obiettivo sarebbe la segreteria provinciale. Nel totoassessori la componente riformista della Quercia avrebbe scelto Gennaro Mola. Nella logica del turn over, fuori resterebbe l’uscente Amedeo Lepore. Nella Quercia sarebbe in via di risoluzione anche la questione Enrico Cardillo. Per lui si profila una poltrona di prestigio nell’Inps o nel Cnel a livello nazionale. A conti fatti l’unico riconfermato sarebbe Raffaele Porta. Per la dirigenza del partito sarebbe un bel risultato. Sarebbe stato imbarazzante per un partito che ha fatto la campagna elettorale con lo slogan «rinnovamento di uomini e donne» e all’insegna dell’autocritica passare per la formazione politica della conservazione. Se si considera che anche i partiti minori sono orientati verso la logica del turn over. Grande il valzer delle poltrone: nella Margherita ad alzare il livello è Giovanni Corona, il pm che ha indagato sul clan Di Lauro all’epoca della faida di Scampia ottenendo molti successi. Il partito lo vorrebbe proporre alla Iervolino come assessore. Corona fu candidato alle politiche ma nelle retrovie e non fu eletto. Grande la delusione del pm che ha pagato la sua scelta politica con una sorta di marginalizzazione all’interno della Procura. L’altra partita importante che si sta giocando è quella delle donne, la Iervolino ne vuole almeno quattro in squadra, sarebbe ancora più soddisfatta se diventassero cinque. Il punto della questione è capire quali partiti devono caricarsi la quota rosa. I Ds sono indiziati per due, e al momento hanno messo a disposizione i nomi di Valeria Valente, Elisabetta Gambardella e Angela Cortese. La Margherita ne dovrebbe nominare una e schiera la sua squadra: Maria Teresa Ferrari, Elen Perrella, Clotilde Paisio e Giuliana Di Fiore. Per i Verdi Fiorella Zabatta. La quota rosa fa discutere anche Rifondazione, Santina Mutto prima dei non eletti del partito entrerebbe in Consiglio - e sarebbe l’unica donna - ma solo se Raffaele Carotenuto viene nominato assessore: «Sono stata la più votata delle comunali 2006 e sarebbe giusto premiare i miei elettori e le mie elettrici e dare voce a chi ha avuto maggiori consensi» ha dichiarato la Mutto.




permalink | inviato da il 7/6/2006 alle 20:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
maggio   <<  1 | 2  >>  

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

APPUNTAMENTI CULTURALI

VENERDI' 16 GIUGNO

Ore 9.30 Istituto italiano per gli Studi Filosofici, palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio, ore 9.30 - incontro-dibattito sulla gestione della Riserva culturale statale dell’isola di Vivara (Procida-Golfo di Napoli).
Intervengono, tra gli altri, Roberto Gabriele, responsabile dell’Associazione Vivara Onlus; Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente

ore 10 Istituto Italiano per gli studi filosofici (Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14) Salvatore Natoli (Università degli studi Milano, Bicocca) nell'ambito del ciclo di studi Ciclo di studio ONTOLOGIA DELLA RELAZIONE terrà un incontro sul tema ONTOLOGIA DELLA CONTEMPORANEITA': LA SOCIETA' DEGLI INDIVIDUI E I LEGAMI SOCIALI.

ore 17 Istituto Italiano per gli studi filosofici (Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14) Gianni Ferrara, professore emerito di Diritto costituzionale terrà una relazione su LE RAGIONI DEL NO ALLA CONTRORIFORMA COSTITUZIONALE

Cinema Modernissimo (Via Cisterna dell'olio 49/59)
MAiGAY
Rassegna di Cinema sull'amore e le sue differenze


Google





Rosa Russo Iervolino
304827 voti (57,1%)
Eletta Sindaco di Napoli



Franco Malvano
201940 voti (37,8%)




Marco Rossi Doria
18446 voti (3,4%)




Salvatore Lauro
3018 voti (0,6%)




Angelo Tramontano
2412 voti (0,4%)




Mario Esposito
2089 voti (0,4%)



Luigi Sito
1525 voti (0,3%)



Aurora Zilberstein

Non ha partecipato al voto.