.
Annunci online

napoliviva
pulsioniVISIONIpensieriNAPOLIeInuoviORIZZONTIdellaPOLITICA
9 giugno 2006
TRAFERIMENTO DEL TRIBUNALE CIVILE AL CENTRO DIREZIONALE: L'ASSURDA OPPOSIZIONE DEGLI AVVOCATI NAPOLETANI

Con questo post riprendiamo la nostra rubrica "I Misteri di Napoli" che ultimamente avevamo un po' trascurato a causa, soprattutto, dell'attenzione rivolta agli appuntamenti elettorali.
La rubrica in questione, come vi accennammo illlis temporibus, si prefigge di raccogliere e raccontare tutte quelle realtà, quegli episodi e quei meccanismi che non riescono a trovare alcun inquadramente sul piano della logica di una moderna città europea, in cui ogni componente (pubblica o privata che sia) cerca di coordinare e di orientare la propria opera verso il progresso comune, ma che trovano spiegazione, nella loro assurdità, solo in quella sfera di non-sense che, talvolta, sembra dominare lo svolgersi della realtà, pubblica e privata, partenopea.
Sfera di non-sense che in realtà, spesso, un proprio sense ce l'ha perfettamente...rinvenibile nel perseguimento di interessi del tutto particolari, nel senso di parte, ma anche nel senso di strambi...;-)


La vicenda che affrontiamo oggi è, a suo modo, fortemente singolare.
Chi è mai stato, anche solo per mezz'ora, negli uffici del Tribunale Civile di Napoli, siti a Castelcapuano e nello stabile della vecchia Prefettura di S.Francesco, ha avuto modo di vedere in quale stato di degrado materiale si amministra nella nostra città la giustizia civile: mura decrepite, aule minuscole, computer obsoleti (quando ci sono), faldoni e archivi gettati alla benemeglio nei corridoi, folla di avvocati e testi che si accalcano come formiche in spazi ridottissimi...e potrei continuare.
Tale ambiente di lavoro comporta che a Napoli, nonostante la buona volontà e la seria applicazione della maggior parte dei magistrati, dei cancellieri e degli avvocati, i tempi della giustizia civile sono ancora più lenti che nel resto di Italia, dove già si ha un grave problema in tal senso causato da endemiche e sistemiche falle del sistema giudiziario...ma questa è un'altra storia.
Ma c'è una buona notizia: sono finalmente pronti, dopo anni di costruzioni e incendi dolosi, i nuovi uffici nei palazzi del centro direzionale, ove già opera da tempo il Tribunale Penale che, sia pur con mille altre difficoltà, procede molto più spedito del suo omologo civile.
Il trasloco dovrebbe essere imminente.
Bene, direte voi.
E invece no: l'ordine forense di Napoli ha iniziato un contenzioso innanzi alla giustizia amministrativa per bloccare il suddetto trasferimento in virtù, sostengono gli avvocati partenopei, dei problemi di sicurezza che avrebbero le nuove strutture.
Ora, a parte che tali problemi di sicurezza sono tutti da dimostrare, dal momento che il Ministero della Giustizia continua a negarli nella maniera più decisa, non si capisce, davvero, come possano lamentare problemi di sicurezza, in una struttura nuova, gli avvocati napoletani che ogni giorno lavorano a s.francesco (ove è stato intimato lo sgombero dai vigili del fuoco a causa, li' si, di gravi problemi di sicurezza) e castelcapuano, ove, con cadenza, quotidiana, cadono mura, arredi e finanche scale!!!! Non solo, ma richiedono che venga bloccato il trasferimento, insomma vogliono rimanere li', pur con le pietre che gli cadono addosso e le scale che crollano, piuttosto che trasferirsi in una nuova sede a causa di fantomatici problemi di sicurezza tutti da dimostrare!!!!
Non si riesce davvero a capire il perchè di queste assurdità...anche se, a dire il vero, qualche uccellino mi ha sussurrato all'orecchio un ipotesi...trasferendosi la giustizia civile al centro direzionale in uffici nuovi e funzionali, che accadrebbe? I tempi della giustizia civile si velocizzerebbero non di poco e i faldoni con le carte giudiziarie verrebbero archiviati in maniera decente...ciò a scapito degli stessi avvocati che, in tal modo, non potrebbero più contare su prescrizioni varie e sulle lungaggini della giustizia per tutelare gli interessi dei propri clienti e dunque anche i propri....
Ma noi, che siamo dei bravi ragazzi, non vogliamo assolutamente credere a una cattiveria simile...

Marco
---------------------------
da il Denaro.it

di Giovanni Ferrara

Il sottosegretario Luigi Scotti, incaricato dal neo Guardasigilli Clemente Mastella di verificare modi e tempi del trasferimento a Napoli Est degli uffici giudiziari del settore civile da Castelcapuano e dalla storica sede della ex Pretura, ha ieri visitato i nuovi locali della Torre A al Centro Direzionale. Nel sopralluogo il sottosegretario è stato accompagnato da Emanuele Caldarera, direttore generale per la manutenzione e la gestione degli uffici giudiziari, figura prevista nell’organigramma del ministero della Giustizia per far fronte agli specifici problemi logistici del sistema giustizia partenopeo. Al termine della visita Scotti non ha voluto comunque pronunciarsi sulla fattibilità di un trasloco che in molti danno per imminente, nonostante la contrarietà espressa dal Consiglio dell’Ordine forense di Napoli, che adduce la mancanza nella nuova destinazione degli standards di sicurezza necessari. Per questa ragione l’Ordine - presieduto da Franco Tortorano - ha da tempo avviato un contenzioso dinanzi alla giustizia amministrativa. Allo scopo di approfondire la questione e tentare una soluzione, il sottosegretario Scotti incontrerà nella mattinata di oggi i rappresentanti dell’avvocatura. “I problemi di sicurezza — dichiara Giuseppe Vitiello, consigliere dell’Ordine forense e delegato alla gestione degli uffici giudiziari - e di standard permangono. A tal proposito abbiamo fatto fare un’ulteriore perizia, da consegnare al Consiglio di Stato che dovrà decidere sul ricorso con il quale chiediamo che venga sospesa la procedura per il trasloco. Si tratta di un atto tecnico che abbiamo disposto per valutare anche le conseguenze del massiccio afflusso di utenza alla nuova sede. L’unica cosa a cui miriamo è stabilire la verità sullo stato dei nostri uffici. Ragione per la quale anche oggi continueremo a presentare al sottosegretario Scotti le nostre doglianze”. Nel pomeriggio, intanto, il Sottosegretario ascolterà i pareri dei capi ufficio interessati dal cambio di sede, in modo da compiere un’istruttoria esaustiva sulla decisione esecutiva di competenza del ministero, atto necessario per il trasferimento, dopo lo sgombero dagli uffici della ex Pretura intimato dai Vigili del fuoco.




permalink | inviato da il 9/6/2006 alle 11:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
7 giugno 2006
SANITA': TUTTI GLI SPRECHI DELLA CAMPANIA


Dal Mattino.it

di Bruno Buonanno

Straordinari a pioggia pagati a medici, infermieri e portantini; importanti consulenze esterne assegnate, spesso, per raggiungere un unico importante risultato: far lievitare quanto più possibile le spese delle singole aziende sanitarie. In attesa delle decisioni dei ministri dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e della Salute, Livia Turco, sull’aumento dell’Irap e dell’Irpef per i cittadini campani, la Procura regionale della Corte dei Conti con la collaborazione della Guardia di Finanza controlla da tempo le spese pazze della nostra sanità. Sette Asl, due aziende ospedaliere (il Ruggi d’Aragona di Salerno e il Cardarelli) e un istituto di ricerca (il Pascale) sono per il momento sotto i riflettori della magistratura contabile che ha avviato una serie di accertamenti che potrebbero portare diversi dirigenti in giudizio. Si alza il primo grande coperchio sugli sprechi della sanità e vengono alla luce presunte responsabilità amministrative da chiarire in un’aula di giustizia. Il procuratore della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, con l’aiuto di un magistrato specializzato nel settore sanitario, Antonio Buccarelli, conta di chiudere in questo mese, con le notifiche, un primo filone. A Salerno nel Ruggi d’Aragona le linee telefoniche - secondo gli inquirenti - sarebbero state utilizzate utilizzate quasi come call center. Telefonate in libertà di giorno e di notte da uffici, corsie e ambulatori che hanno fatto schizzare i tabulati telefonici. Nell’azienda Avellino 2 l’attenzione degli inquirenti si è fermata sui costi e sull’utilità di una serie di consulenze esterne e sulla necessità di contratti di formazione che, dagli accertamenti effettuati, non convincono le fiamme gialle e ancora di meno i giudici contabili. A Caserta l’Asl 2 avrebbe pagato irregolarmente una serie di incarichi esterni al centro Hermes di Casagiove. Sempre a Caserta sarebbero state corrisposte costose «reperibilità» per assicurare un presunto servizio di telemedicina. Le gratifiche ai dipendenti, poi, non sarebbero state negate a chi, sulla carta, avrebbe dovuto garantire il coordinamento di un servizio. Primo, secondo, terzo, quarto e quinto coordinatore di attività di fatto autonome. Forniture ospedaliere con costi giudicati fuori mercato dai finanzieri e dai giudici contabili avrebbero consentito all’Asl metropolitana, la gigantesca Napoli 1, di concludere appalti molto poco economici. Stessa storia per la fornitura delle farmacie dei distretti e degli ospedali cittadini riforniti di medicinali che l’Asl - diretta fino a un anno fa dall’attuale assessore alla Sanità, Angelo Montemarano, e coordinata amministrativamente dall’avvocato Pasquale Corcione - avrebbe acquistato a prezzi che gli inquirenti considerano eccessivi. A questo si aggiungerebbero errori nel riconoscere a una serie di paramedici le indennità di coordinamento infermieristico. La riabilitazione portata avanti senza controlli e senza Com (capacità operativa massima dei centri convenzionati) occupa un importante capitolo per la Napoli 1 e la Napoli 2. La Napoli 4 ha altri procedimento: dopo un concorso urgente per un Sert, gli assunti non sono stati utilizzati. In costiera la Napoli 5 deve rispondere di spese ingiustificate per l’ospedale di Gragnano, per l’acquisto di costosi farmaci salvavita e dei costi procurati da una gara per raccolta e smaltimento di rifiuti ospedalieri. Problema che l’accomuna al più grande Cardarelli, mentre il Pascale interessa la magistratura contabile per numerose contestazioni, compresa la ristrutturazione bloccata da mesi.




permalink | inviato da il 7/6/2006 alle 19:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 aprile 2006
LE STRADE DELLA MORTE...
Con questo post intendiamo avviare delle riflessioni su un problema tanto semplice quanto cruciale che grava sulla nostra città, l'assetto della strade urbane.
Il problema può essere affrontato da molteplici punti di vista ed è sintomo di numerose problematicità del governo della nostra città. Non è solo in qualità di autista e di pedone che mi pongo tale problema ma anche in qualità di contribuente; talune strade vengono recintate con gabbie e cantieri tre quattro volte l'anno, orbene a fronte di un tale disagio e di una tale spesa pubblica il loro manto stradale dovrebbe rassomigliare ad un prato inglese; ed invece no sono soprattutto queste strade ad essere le più ricche di toppe e rattoppi che alla prima pioggia cedono.
Vedete, è un problema semplice, banale, se lo si confronta con i tanti che attanagliano la nostra città, eppure, a mio avviso, è emblematico del malgoverno della stessa.
Abbiamo deciso di riportarvi quest'articolo che è uno dei tanti che porta alla luce un aspetto non irrilevante di tale questione, quello, quello della sicurezza stradale.

Lorenzo

Troppe strade a rischio allarme per i centauri di PAOLA PEREZ

da Il Mattino

«Che cosa ha ucciso Fabio?». Marco Merola, giornalista, fratello del giovane morto martedì sera in un incidente di moto alla Riviera di Chiaia, formula la domanda ma ha già la sua risposta. Una risposta che coincide con l’ipotesi tracciata dalla polizia municipale: la tragedia sarebbe stata provocata dalla mancata aderenza al suolo del mezzo a due ruote. Colpa di una buca, quindi, o del selciato reso viscido dalla pioggia, oppure dei binari dismessi che ancora affiorano sulla corsia riservata. Torna così alla ribalta il problema della cattiva o assente manutenzione delle strade. Impossibile, da tempo, portare a termine una gara ordinaria perché le imprese si rifiutano di sostenere i costi assicurativi per danni a terzi. Fallito anche il tentativo di creare un «global service» per la cura dei principali assi viari: la delibera che avrebbe consentito di affidare l’appalto è stata bocciata dal consiglio comunale. Non resta, allora, che aggiornare la mappa del rischio e tenere presente che il rischio aumenta quando il dissesto colpisce un percorso a scorrimento veloce. L’itinerario segnato in rosso dai vigili urbani (che in queste zone sono soliti piazzare l’autovelox) comprende la Riviera di Chiaia, via Caracciolo, via Acton, via Marina, via Petrarca, via Orazio, via Giulio Cesare, via Nuova Agnano, via Montagna Spaccata, via Argine. «Mentre percorreva la preferenziale verso piazza Vittoria - racconta Marco Merola, il cui padre è direttore del museo Correale di Sorrento - mio fratello ha perso il controllo del mezzo ed è finito contro la ruota posteriore di un autobus che procedeva in senso opposto». Un volo spaventoso, mentre la moto - un’Honda 1000 comprata pochi giorni fa - proseguiva da sola la sua corsa. Nulla ha potuto il casco: l’impatto è stato così violento da spaccarlo in due. «Mio fratello guidava con prudenza - continua Marco - e, secondo quanto dicono i vigili urbani, il conducente del bus non ha responsabilità». Cosa è successo, allora? «Niente di diverso da quello che succede a tutti i motociclisti napoletani, me compreso. La città è un tappeto di buche. Quando piove, come l’altra sera, l’asfalto diventa viscido come una saponetta. La Riviera di Chiaia, in più, è cosparsa di binari morti del tram. Fabio non avrebbe dovuto imboccare la preferenziale, questo è vero. Ma anch’io, quando percorro via Acton o via Marina sulla Vespa e c’è cattivo tempo, sono costretto a prendere la corsia riservata. L’altra è troppo dissestata, piena di insidie per i centauri». Dolore nel dolore, le tre ore di ritardo nel portare la tragica notizia ai familiari. «Fabio aveva con sè due zaini - ricorda Marco - dentro c’erano i documenti e due telefonini. Su tutti e due io e mamma abbiamo cercato invano di chiamarlo. Uno risultava spento, l’altro suonava a vuoto. Questi due zaini sono stati messi sull’ambulanza quando mio fratello, alle 21, è stato portato al Loreto Mare. E là sono rimasti per tre ore. Soltanto a mezzanotte qualcuno li ha consegnati ai vigili urbani, che finalmente hanno potuto identificare Fabio e avvertirci. Nel frattempo lui era già finito, da solo, in ospedale». Ancora, il problema dei funerali. L’autopsia è fissata per oggi e oggi è l’ultimo giorno utile per celebrare il rito: se non si farà in tempo, come pare ormai certo, i familiari dovranno rinviare l’addio a dopo Pasqua. «Rispetto la religione - si sfoga Marco - ma non accetto queste norme. Possibile che non ci sia un parroco disposto a venirci incontro?». Ha tanta rabbia da smaltire, Marco. Non si sa arrendere alla scomparsa del fratello, che non aveva ancora 29 anni. Il fisico atletico da istruttore di body building, la pelle scura e i tatuaggi davano a Fabio l’apparenza di un «duro». «Ma bastava conoscerlo appena per capire che era dolcissimo - ricorda Marco - i suoi amici, i suoi colleghi, i suoi allievi lo adoravano. Confesso di aver provato un po’ di gelosia quando la gente mi definiva ”il fratello di Fabio”. Ero più grande di lui, ma il più grande era lui».



permalink | inviato da il 14/4/2006 alle 20:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
aprile       

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

APPUNTAMENTI CULTURALI

VENERDI' 16 GIUGNO

Ore 9.30 Istituto italiano per gli Studi Filosofici, palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio, ore 9.30 - incontro-dibattito sulla gestione della Riserva culturale statale dell’isola di Vivara (Procida-Golfo di Napoli).
Intervengono, tra gli altri, Roberto Gabriele, responsabile dell’Associazione Vivara Onlus; Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente

ore 10 Istituto Italiano per gli studi filosofici (Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14) Salvatore Natoli (Università degli studi Milano, Bicocca) nell'ambito del ciclo di studi Ciclo di studio ONTOLOGIA DELLA RELAZIONE terrà un incontro sul tema ONTOLOGIA DELLA CONTEMPORANEITA': LA SOCIETA' DEGLI INDIVIDUI E I LEGAMI SOCIALI.

ore 17 Istituto Italiano per gli studi filosofici (Palazzo Serra di Cassano, Via Monte di Dio 14) Gianni Ferrara, professore emerito di Diritto costituzionale terrà una relazione su LE RAGIONI DEL NO ALLA CONTRORIFORMA COSTITUZIONALE

Cinema Modernissimo (Via Cisterna dell'olio 49/59)
MAiGAY
Rassegna di Cinema sull'amore e le sue differenze


Google





Rosa Russo Iervolino
304827 voti (57,1%)
Eletta Sindaco di Napoli



Franco Malvano
201940 voti (37,8%)




Marco Rossi Doria
18446 voti (3,4%)




Salvatore Lauro
3018 voti (0,6%)




Angelo Tramontano
2412 voti (0,4%)




Mario Esposito
2089 voti (0,4%)



Luigi Sito
1525 voti (0,3%)



Aurora Zilberstein

Non ha partecipato al voto.